editoriale di fine anno 2025 (by gianni)
Editoriale di “Fine Anno 2025”
Vorrei dire la mia… E ognuno può dissentire.
Anche
il 2025 volge al termine e Dio solo sa quanto vorrei parlare di tutti
voi, dai veterani del club ai “ragazzotti” e “giovincelle” da poco
fagocitati dalla nostra BUCA (a buon intenditor…), quanto vorrei dirvi
l’importanza di tutto ciò che abbiamo vissuto assieme, di tutto ciò che
ci siamo detti e che abbiamo avuto la forza e la costanza di ascoltare.
Vorrei tessere le lodi, per altro meritate, per gli officiers del club,
per ciò che sono stati capaci di mettere in piedi e di sostenere nei
momenti migliori e nei momenti “meno migliori”.
Vorrei raccontare dei
meravigliosi paesaggi che abbiamo avuto la fortuna di vedere, di quel
cespuglio messo lì a caso (potremmo proprio dire… Che botta di culo) che
stoppa la corsa della moto e non solo o di una, due o tre cadute che… E' andata bene cosi, di chi vuole dimostrare che si può cadere anche a
piedi, di chi invidioso cade in bicicletta e di chi per non essere da
meno dall’alto della sua carica, lo fa da una scala a pioli, vorrei
parlarvi del brindisi pre natalizio in concessionaria e del pranzo
natalizio a Ruote da Sogno, entrambi molto partecipati, del Run delle
Ladies fantastico e di ogni altro run... Ognuno a suo modo bello.
Vorrei
insomma, riuscire ad esprimere tutto quello che l’Emilia Road Chapter,
pur essendo una comunità dove ognuno lascia o dedica solo qualche
briciola del proprio tempo di tanto in tanto a intermittenza, ha
regalato ad ognuno di noi in questo 2025.
Mi piacerebbe ma non lo farò,
non lo farò per due motivi, il primo è perche ogni persona possiede un
metro di valutazione diverso e giustamente vede le cose dalla sua
prospettiva, ciò che per me è bello per altri può essere tutt’altro. Il
secondo è perché con un po' di egoismo voglio rendervi partecipi di un
mio pensiero, di un mio stato d’animo che non mi permette di gioire come
vorrei e che premetto, esula almeno un lustro dalle faccende del club… O forse no.
Per questo
vorrei dire la mia in merito alle emozioni che ci legano, in maniera
diversa naturalmente, a questa entità che porta il nome di “Emilia Road
Chapter”. Una centrifuga, questa, che mescola persone diverse per sesso,
età, cultura, formazione sociale e perché no per condizione economica,
le mescola con tale costanza e talmente a lungo da farne uscire una
poltiglia, passatemi il termine, tanto eterogenea per i contenuti quanto
omogenea nel prodotto finale.
Infatti, da tutto questo mescolare ne
esce un unico profumo che sa di voglia di moto, di chilometri, di
asfalto, di voglia di stare insieme, di voglia di ridere assieme, di
voglia in sostanza di “vivere il proprio tempo con dignità e
soddisfazione”.
Poi c’è l’aspetto che più mi emoziona e che più mi gratifica:
Il
nostro club ha elargito in beneficenza nel 2025, compreso quanto
realizzato dal run delle Ladies, 18.000 euro, dimostrando una volta di
più una sensibilità profonda e una attenzione importante nei confronti
di chi è meno fortunato.
Da
sempre la beneficenza è un obiettivo dell’E.R.C. e spesso questo nostro
aiuto è rivolto a chi si occupa di giovani e di bambini, perché loro
sono la parte più vulnerabile della società come noi siamo la parte più
vulnerabile quando, con le nostre Harley, maciniamo chilometri sulla
strada. Ed è ora, in questo momento che, parlando di bambini, mi viene
da fare una considerazione, che ci tengo a precisare non vuole nemmeno
lambire i confini di una mia presa di posizione pro o contro, ma
solamente esprimere il mio stato d’animo.
Quello
che sta succedendo nel mondo, nemmeno tanto lontano da noi, e mi
riferisco alla situazione nella striscia di Gaza, mi lascia perplesso,
incapace di concepire e accettare la violenza perpetrata su esseri
indifesi e incapaci di nuocere quali sono i bambini.
Da notizie date da
UNICEF negli ultimi due anni in tutta la striscia di Gaza sono stati
uccisi o mutilati 64.000 bambini di cui almeno 1.000 appena nati e non si
sa quanti ne muoiano per malattie, malnutrizione e condizioni igieniche a
dir poco inesistenti. Ecco di fronte a tragedie di questa portata non
dobbiamo incorrere nell’errore di pensare che il nostro fare un “po'” di
beneficenza risulti inutile o sia inutile… è vero, è ben poca cosa ma
come mi è già capitato di scrivere, una gran donna un giorno ha detto
più o meno queste parole: “ quello che facciamo è una goccia
nell’oceano, ma se non lo facessimo quella goccia all’oceano
mancherebbe”.
Ed è per questo che dobbiamo avere la convinzione di
continuare a fare quel nostro “poco” e dobbiamo anche farlo sapere, non
per dire che siamo bravi o per farci pubblicità, ma perché oggi più che
mai abbiamo bisogno di sentire notizie positive, abbiamo bisogno di
sapere che qualcosa si può fare, abbiamo bisogno di unirci in un grido
di condanna di ogni genere di violenza perché ognuno abbia la
possibilità di “vivere il proprio tempo con dignità e
soddisfazione”… L’alternativa è limitarci alla vergogna di far parte di
questa umanità disumana.
Perdonatemi
se questa volta sono scivolato “volontariamente” sul personale e
soprattutto parlando di un argomento per il quale sono state spese e
scritte montagne di parole da grandi scrittori e giornalisti , da
politici ed economisti e da esperti di geopolitica che nemmeno sono
degno di citare.
Tornando
a noi, vorrei terminare ricordando a tutti che nel 2025 avevo detto che
era l’ultimo anno e sarà cosi…
Il 2026 sarà un anno diverso da tutti i
precedenti, per ogni evento, o quasi, chiederò a qualcuno di voi di
“dire la sua”, cercando così un’integrazione e una collaborazione forse
produttiva o forse no, ma vi darò comunque la metà del mio stipendio da
editor.
Ho parlato di
cose serie, di cose drammatiche ed ora per non andare oltre nello
scadimento del racconto, vi saluto con un abbraccio che vi consegna i
miei auguri di buon Natale e di un 2026 migliore. (Basta poco).
Grazie Emilia Road Chapter
Ieri oggi e domani… Una passione senza tempo (by Tito)
By Gianni